1910
Nascita dello scautismo in Italia



Storia dei ragazzi esploratori italiani (R.E.I.)

di Mauro Furia



Si è molto scritto e parlato di primati e di priorità, relativamente al sorgere dello scautismo in Italia. Ma a parte le buone intenzioni, gli accostamenti di idee, ed altro, quello che conta sostanzialmente per la storia e per il pubblico è l'effettiva apparizione, la presenza fisica di questa nuova figura "il Boy Scout " entrata decisamente nel quadro dell'umanità.
Ed è innegabile che i primi a portare una uniforme scout, a formare una associazione organizzata che in seguito verrà imitata da altre, e ad ottenere che i giornali dell'epoca si accorgessero dell'esistenza del movimento scautistico, furono in Italia i Ragazzi Esploratori Italiani (R.E.I.) voluti dal barone inglese sir Francis Vane of Hutton, nati a Bagni di Lucca per merito anche del maestro Remo Molinari che, a tutti gli effetti, possiamo considerarlo il primo capo istruttore scout italiano.
A distanza di tanti anni riteniamo ormai che il processo alle intenzioni sia da considerarsi superato.
E' noto agli storici dello scautismo italiano che il VANE, dissidente, avesse creato in Inghilterra uno scoutismo in contrasto con quello di Lord Robert Baden-Powell, da lui Definiti " War Scouts' i ragazzi di B.-P, il Vane, appassionato apostolo della Pace aveva creato i "National Peace Scouts", più tardi chiamati B.B.S. (British Boy Scouts).
Ma il fatto che per dirigere verso diversa direzione un movimento educativo, ci si valga del nome e delle forme di quello stesso movimento contestato, dimostra che se ne riconoscono e accettano le basi.
A distanza di tempo non possiamo certo contestare quanto bene abbia fatto per la Pace il movimento di B.-P. come d'altra parte, osservando le fotografie dei ragazzi esploratori pacifisti del Vane, possiamo ben vedere quanto poco dissimili essi appaiono tra loro. Certe pose militaresche fanno ragionevolmente pensare come i concetti di <> e di <>, nello scautismo di quegli anni, camminassero poco lontani tra loro, almeno nelle sue forme esteriori.
Tutto questo va doverosamente detto per sfrondare da inutili cavilli pretestuosi la comparsa dei "ragazzi esploratori" nati a Bagni di Lucca, e riconoscere effettivamente che la loro entrata in scena sia stata determinante nel dare l'iniziale impulso alle altre organizzazioni scouts italiane sorte successivamente.
Che l'iniziativa del Vane abbia avuto circa 4 anni di vita conta relativamente; il fatto che la stampa si sia sbizzarrita nel chiamarli con nomi diversi: Boy-Knight, Ragazzi Patriotti, Piccoli Esploratori della Pace, Giovani Esploratori (generando non poca confusione tra gli storici) non muta la sostanza delle cose.
Quello che conta è che i movimenti scout successivi (ARPI, GEI, ASCI) tennero in considerazione questa iniziativa, ed altri educatori si avvicinarono allo scautismo dopo aver conosciuto di persona o aver letto sulla stampa le iniziative e le finalità educative del Vane. Ma tutto ciò come avvenne? Dai documenti ritrovati a casa della figlia del maestro Molinari si legge:
« Una mattina di primavera del 1910, insegnavo all'aria aperta nel bel mezzo di un viale alberato una lezione di ginnastica ai miei alunni, quando un signore dall'aria distinta (il barone Vane), che a lungo si era fermato ad osservarmi, si avvicinò e presentandosi mi diede alcuni consigli pratici e mi invitò nella sua residenza di campagna (in realtà era la villa di proprietà della moglie italiana Anna Oliphant terza figlia del barone de Costa Ricci di Firenze) per un colloquio. Emozionato vi andai, il Vane gentilmente incominciò a parlare del Movimento Scout sorto in Inghilterra appena due anni prima, degli scopi educativi che si proponeva e degli ottimi risultati fin allora ragiunti nella formazione morale, spirituale e fisica dei giovani. Alla fine mi propose di creare gli esploratori a Bagni di Lucca".
L'idea piacque al Molinari e subito, tra mille difficoltà, partirono insieme in questa grande avventura dello scautismo italiano. Non pochi furono gli ostacoli che trovarono lungo il cammino, ma l'entusiasmo dei due superò ogni barriera.
Finalmente arrivò da Londra una uniforme scout comprata dal Vane come modello, la quale fu fatta indossare al bimbo Pompeo Delomodarme, che suscitò ammirazione ed invidia tra i ragazzi della piccola stazione termale.
Il sarto Franceschi di Bagni a Villa fu incaricato di ordinare a Londra altra stoffa e di confezionare le uniformi; gli alpen-stock furono ricavati da manici di vanga, mentre alcune dame del paese confezionarono la bandiera tricolore che venne inaugurata il 26 giugno 1910, madrina la contessa Emmy Gamba moglie dei pioniere dell'aviazione italiana Mario Calderara.
Ma l'atto ufficiale della costituzione dell'associazione dei "Ragazzi Esploratori» avvenne il 12 Luglio 1910 al Law Tennis Club di Bagni, alla presenza di un numeroso pubblico, del prefetto di Lucca comm. Vigliani, del giudice del mandamento avv. Donetti, il regio commissario cav. Bassi, l'ambasciatore plenipotenziario dello czar di Bulgaria presso il re d'Italia Mr. Risoff, autorità comunali di Bagni e della provincia di Lucca, nobili locali e turisti inglesi ed italiani della colonia di villeggianti alle Terme.
Dopo i discorsi di rito delle autorità e del Vane in inglese, i ragazzi fecero il "Giuramento scout', al termine del quale il barone Vane consegnò personalmente ad ogni giovane il distintivo: un Giglio scout bianco in campo azzurro.
Al termine della cerimonia vi fu un rinfresco e successivamente, al suono di due bande musicali, tutti sfilarono per il paese imbandierato. Così si concluse la festa che dette il via alla grande avventura dello scautismo italiano.
La notizia della costituzione dei boy-scouts a Bagni di Lucca fu riportata da vari giornali a tiratura locale e nazionale e diversi scrissero al Vane o a Molinari chiedendo maggiori informazioni; in tal modo iniziarono i primi contatti per la creazione di nuove sezioni ad Albinia (Grosseto), Brescia, Bardi (Parma), Firenze, Genova, Gallura (Sassari), Giarre (Catania), Lucca, Messina, Milano, Modena, Molinella (Bologna), Napoli, Perugia, Pisa, Pavia, Palermo, Pontedera (Pisa), Roma, Venezia e Viateggio (Lucca).
Il redattore del giornale "La Tribuna " scrisse l'inno "Piccoli cavalieri" che il maestro compositore Giacomo Puccini si impegnò di musicare, ma un nuovo importante avvenimento stava per arrivare.
Grazie all'appoggio del regio commissario e del prefetto di Lucca, i dirigenti ed i ragazzi esploratori di Bagni di Lucca ottennero di essere ricevuti in udienza dal re d'Italia Vittorio Emanuele III, nella sua tenuta estiva di San Rossore a Pisa.
Il 6 novembre dei 1910 trenta esploratori, guidati dai fondatori Vane e Molinari, dalle autorità comunali e della provincia di Lucca, unitamente agli istruttori scout Santini, Pistolozzi e Cherubini ed a un folto gruppo di giornalisti, giunsero alla tenuti reale.
Il re passò in rivista i ragazzi, assistette alle loro attività dimostrative e, mentre concesse un rinfresco ai giovani, si intrattenne con i dirigenti scout complimentandosi con loro e promettendo il suo "Patronato" alla nobile iniziativa. All' indomani, diffusamente descrissero l'avvenimento i giornali regionali e nazionali con la fotografia dei ragazzi esploratori. Il sindaco di Como scrisse a Molinari per informarsi come poteva fondare una sezione scout nella sua città ed avere una copia dello Statuto associativo.
A Genova un giovane maestro di nome Mario Mazza, che aveva organizzato con un gruppo di amici una piccola associazione giovanile denominata "JUVENTUS JUVAT" (ispirandosi alle scuole Gioiose di Mantova fondate nel 1400 da Vìttorino da Feltre), alla notizia delle iniziative scout del Vane scrisse una lettera di adesione nella convinzione che le sue "Gioiose" potessero superare, con il nuovo metodo educativo, l'impasse organizzativa in cui versava la sua organizzazione in quel momento.
Il Vane rispose al Mazza invitandolo a prendere contatto con il suo connazionale dott. james Riccardson Spensley, che aveva pure lui conosciuto Baden-Powell in Inghilterra, ricevendo da questi una copia autografa del libro "Scouting for Boys" Il dott. Spensley era una figura assai nota a Genova per il suo lavoro con le maestranze portuali, ma soprattutto per aver fondato nel capoluogo ligure,"il Genoa Cricket and Athletic Club" e successivamente il Genoa Foot-ball Club, nel quale giocò alcuni Campionati nazionali di calcio come portiere e terzino.
Dal suo incontro con B.-P., Spensley era tornato a Genova con l'idea di creare un gruppo di scouts liguri e, preso conoscenza delle varie iniziative avviate dal Vane, lo invitò insieme al Mazza a Genova, per una conferenza da tenersi la sera di domenica 13 Novembre 1910, dalla quale sarebbe scaturita una nuova sezione di ragazzi esploratori.
All'incontro furono invitate alcune autorità genovesi tra cui il comm. Prof. Nino Ronco (che presiedeva la riunione), il conte col. Ottavio Reghini, il vice console inglese Turton, il generale Caparro, gli assessori comunali Scribanti, Ferraro ed Oberti, il rappresentante dello Stato Maggiore capitano Capello, e una delegazione di volontari ciclisti del Touring Club d'Italia.
La conferenza di Francis Vane fu molto seguita ed apprezzata e numerose furono le domande rivolte al relatore. Al termine della serata venne costituita una commissione incaricata di effettuare due sere dopo, una seconda riunione dalla quale sarebbe nata la sezione scout di Genova. Tutto avvenne come previsto e l'assemblea nominò a presidente dei ragazzi esploratori genovesi il conte Reghini, commissario di sezione il dott. Spensley e segretario il maestro Mazza.
Intanto iniziarono a comparire sempre più spesso articoli sugli scouts e non sempre con il loro giusto nome (come si è già detto), in seguito al giro di conferenze che il Vane effettuò in varie città italiane e soprattutto all'amicizia intrecciata con alcuni suoi connazionali inglesi che divennero suoi collaboratori e dirigenti di sezione locali, tra cui la poetessa Helen Zimmern, entusiasta sostenitrice dell'iniziativa ed autrice di alcuni articoli scout Sulla stampa nazionale e sulla rivista per ragazzi: il diffusissimo "Corriere dei Piccoli".
A questo punto occorre l'obbligo di precisare che la colonia di residenti inglesi in Toscana era perfettamente a conoscenza dei dissidi maodologici tra il barone Vane e il giovane generale Baden-Powell, e non pochi condivisero lo spirito pacifista ed internazionalista del primo sostenendolo in varie occasioni.
Il Vane era stato in Inghilterra tra i primi collaboratori di Baden-Powell, da lui nominato Commissario della città di Londra, ma in seguito ad alcuni contrasti con alcuni dirigenti centrali (di cui alcuni erano militari di carriera) che intendevano imprimere nella giovane e fragile organizzazione scout un addestramento di stampo militaristico, non sentendosi sufficientemente sostenuto dallo stesso B.-P., forse timoroso di perdere la collaborazione di alcuni influenti amici sostenitori, il Vane uscì dall'associazione insieme a numerosi reparti londinesi e della regione di Biminghamn, passando con i suoi nella piccola organizzazione scout dei British Boy Scouts (B.B.S.), fondata il 24 maggio 1909, accettando la carica di Presidente nel dicembre dello stesso anno. Nel febbraio del 1910 il Vane creò una alleanza fra i B.B.S. e i Boys Life Brigade, sotto il nome di National Peace Scouts, ed in poco tempo l'organizzazione raggiunse il considerevole numero di 50.000 iscritti.
Al contrario i dirigenti scout italiani, non avendo conosciuto Baden-Powell di persona, ritennero il Vane portatore nel nostro paese dello scautismo inglese, il che è vero, se lo guardiamo dal punto di vista del Vane convinto, in buona fede, del tradimento effettuato dall'organizzazione di B.-P. dei principi ispiratori del metodo scout a cui lui aveva aderito fin dall'inizio, e la conseguente salvaguardia dell'originalitá del metodo intrapresa dalla sua organizzazione B.B.S. in quel momento. La frattura era talmente sentita e profonda in quei tempi, se si considera che il Vane (grazie al suo consistente patrimonio finanziario) effettuando una serie di viaggi all'estero, riuscì a fondare associazioni scout vicine ai B.B.S. inglesi nei territori dell'Impero Britannico, in Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Canada, India, Hong Kong, Egitto, in alcune dipendenze inglesi dell'America Latina, USA, Francia e Belgio, riuniti nell'organizzazione internazionale denominata "British Division of The Legion of World Scouts".
Nel novembre del 1911 il Vane, con una suggestiva cerimonia realizzata nella Royal Chapel of Savoy di Londra, fu nominato "Grand Scoutmaster" dell'Ordine denominato: "The Order of World Scouts", allo scopo di unificare idealmente tutti i capi scout stranieri che avevano aderito alla sua associazione. Parallelamente al ramo maschile, l'organizzazione creò reparti femminili denominati "British Girl Scout" (B.G.S.) limitati territorialmente alla Gran Bretagna.
Ormai la macchina organizzativa italiana era stata messa in moto, e diverse furono le sezioni che contavano circa un centinaio di iscritti (Firenze, Genova, Napoli),mentre quella di Viareggio (ove il Vane aveva una abitazione estiva) riuscì a raggiungere il consistente numero di centoquaranta ragazzi esploratori.
Ora occorreva riunire al più presto le varie sezioni per una assemblea generale che ufficialmente costituisse la nuova "Sezione Italiana" dei boy-scouts, e questo accadde la domenica 19 dicembre 1910 a Firenze, presenti le sezioni di Lucca, Bagni di Lucca, Pisa, Perugia, Firenze, Genova (con Reghini e Spensley), Viareggio ed altre ancora di cui purtroppo, dalle cronache di stampa, non si conosce il nome.
Il raduno fu organizzato in modo tale che insieme ai vari dirigenti delegati, fossero presenti al raduno scout anche i ragazzi esploratori delle sezioni invitate. Dai documenti d'archivio rintracciati le delegazioni furono abbastanza numerose, e il raduno iniziò nella tarda mattinata con una rivista dei ragazzi nel Parco delle Cascine, presenti il barone Francis Vane ed il marchese fiorentino Orazio Pucci, quindi ai giovani fu offerto un rinfresco alla Casa Giacosa.
Nel pomeriggio, nella sala messa a disposizione dalla Società Leonardo, un foltissimo pubblico assistette ai lavori congressuali e tra le personalità cittadine di maggiore spicco partecipanti ai lavori vi furono: la principessa ed il principe Corsini, la contessa Capponi, Miss Zimmern, Miss Ball, la baronessa French, la contessa Pandolfini, il generale Della Noce, il comm. D'Ambrosio, il marchese Pucci, il conte Carnevale, il prof. Cortese e Rajna, la baronessa Ricasoli, il dott. Urbino e Carraresi, il prof. Matini e Neretti, il dott. Batemann, il barone Levi ed altri. Il conte Lanfranco Carnevale diresse i lavori dell'assemblea costituente e, dopo i convenevoli di rito, cedette la parola al fondatore degli scouts italiani Francis Vane che in inglese parlò degli scopi, dei criteri e del metodo d'insegnamento adottati dalla giovane associazione; dei progressi raggiunti in Inghilterra e dei primi risultati ottenuti nel nostro paese auspicando, alla fine del suo intervento, un sempre maggiore coinvolgimento dell'Italia verso questa istituzione educativa, scevra da ogni carattere religioso. I lavori proseguirono con intervento scritto del marchese Pucci, quindi si passò ad una serie di relazioni tenute dal prof. Matini, la signora Puccioni, il prof. Cortese, e del prof. Neretti.
Accesa si dimostrò la discussione, circa la traduzione in italiano, del termine di "BoyScouts" da dare alla nuova organizzazione italiana. Si osservò che il termine di "Ragazzi Patriotti", che per un certo periodo utilizzò la sezione di Firenze per indicate i suoi giovani iscritti, non rendeva l'idea della organizzazione e pertanto fu scelto il nome di "Ragazzi Esploratori Italiani" (R.E.I.) a maggioranza.
Quindi si procedette alla votazione del Comitato Centrale e regionale Toscano della nuova associazione scout, che risultò così composta: Comitato d'onore, il Sindaco di Firenze, S.E. il Principe Corsini, S.E. Pasquale Villari, S.E. il Generale Viganò.
Il Comitato Centrale: Principessa Lucrezia Corsini, Contessa Cioia, Contessa Tominasi-Bardelli, marchesa Pucci, signora Puccioni, signora Valvassori, signora Grazi, contessa Pandolfini, signora Cammeo, signora Della Noce, miss Zimmer, contessa Luisa Capponi, prof. Fantoni, Mr carl Love, Tenente Audentino, Tenente Muriello, Generale Mandile, commm. Philipson, barone Antonio Levi, avv. Roselli, prof. Giotto Dainelli duca di caisiliano, dott. Raspini, avv. Chiarini, prof. Linacher, avv. Gatteschi, prof. Matini.
Il barone francis Vane fu nominato Ispettore Generale dei REI, carica che oggi possiamo definire di Capo Scout di Italia.
Terminate le formalità di voto, il presidente dell'assemblea chiuse i lavori formulando voti augurali alla nuova istituzione.
Nei primi mesi del 1911 nasce la sezione di Portici e di Napoli che per prime, e non poteva essere diversamente, effettueranno attività di tipo marino in Italia.
Inizialmente la nuova associazione scout aveva utilizzato come emblema associativo un "Giglio scout"simile a quello della città di Firenze con ai lati le sigle "R- E", probabilmente per un omaggio alla terra Toscana che le diede i natali o alla città di Firenze ove operava la sua Sede Centrale operativa ma, stranamente, è lo stesso tipo di Giglio che ancora oggi si può ammirare sulla facciata esterna e nella tappezzeria del salone da ballo dell'ex Reale Casinò di Bagni di Lucca ove era nata l'avventura dei ragazzi esploratori italiani e che il Vane solitamente frequentava, quando con la consorte risiedeva nella cittadina termale, essendo uno dei pochi centri mondani e culturali allora esistente per i villeggianti.
Dal momento che l'associazione scout inglese British Boy Scout (B.B.S.) aveva inizialmente adottato come simbolo associativo una "Freccia" per distinguersi dalla organizzazione di Baden-Powell, ed il simbolo della freccia è stato sovente ripreso nel simbolismo scout internazionale, si può ragionevolmente supporre che nella scelta del nuovo emblema scout italiano, abbiano concorso diversi fattori simbolici ed affettivi legati alla splendida terra di Toscana.
Ma a Genova tale Giglio scout fu giudicato troppo elaborato e simile a quello araldico dei re di Francia, perciò Mario Mazza elaborò una serie di schizzi nel tentativo di sostituirlo. I bozzetti realizzati non piacquero, ma la sorte venne loro incontro quando un esploratore informò i suoi Capi dell'esistenza di un Giglio in pietra, posto nella chiave di volta del portale che conduce al campanile della chiesa di S. Agostino, ove avevano sede i REI della sezione di Genova. Lo stemma rappresentava l'emblema corporativo medievale del Giglio della città di Firenze, che deteneva nella città marinara il monopolio della lavorazione e commercio della lana.
Il Giglio venne giudicato positivamente e con l'aggiunta delle sigle "R-E", fu ben presto utilizzato sulle carte ufficiali e sulle uniformi.
Dalle frammentarie notizie documentate ritrovate in Inghilterra, sembra assodato che dal novembre del 1911 a settembre 1912, la sede operativa centrale REI, passò a Roma capitale presso l'abitazione del Presidente il principe di Cassano.
Purtroppo nello stesso periodo a Genova sorsero alcuni contrasti tra il presidente, il conte Reghini da una parte, e il dott. Spensley e Mazza dall'altra, in merito al trasferimento della sede degli esploratori presso il ricreatorio cittadino "Vettor Descalzi" notoriamente legato all'ambiente della massoneria cittadina.
L'operazione si risolse con una spaccatura.
Il maestro Mazza ritornò a fondare le sue "Gioiose" portando, ed ecco la novità, le idee dello scautismo nella sua vecchia organizzazione ed il Giglio scout di S. Agostino.
Più tardi il Mazza, ottenuto dalla Curia di Genova il riconoscimento ufficiale, chiamerà la sua piccola organizzazione "Ragazzi Esploratori Cattolici Italiani" (RECI), pur non oltrepassando con i suoi iscritti i confini della propria regione.
Il dott. Spensley usci pure lui dalla REI con un piccolo numero di ragazzi che, in alcune occasioni, fecero attività insieme alle gioiose di Mazza.
Nella Sezione REI di Genova rimase quindi il conte Reghini con un gruppo di ragazzi e collaboratori che non lo avevano abbandonato e, passati nella nuova contestata sede, continuarono le loro attività fino al 1914, quando confluirono nel GEI.
Alla fine del 1912 in Inghilterra accadde che il Vane, avendo dissipato gran parte delle sue fortune nei suoi numerosi viaggi in patria e all'estero per diffondere lo scoutismo, e nel finanziamento in prima persona della struttura organizzativa dei B.B.S. (stampa e sede centrale), a causa di una grosso debito contratto con i fornitori di uniformi scout (si parla di 459 sterline vecchie), fu protestato e dichiarato fallito il 18 luglio 1912.
Il barone Vane per fuggire dal disonore tornò in Italia con la moglie abbandonando deluso e amareggiato la sua organizzazione che iniziò così a sfaldarsi.
Intanto nubi minacciose si levavano in Europa disperdendo definitivamente la sparuta schiera dei ragazzi pacifisti italiani del Vane. Con l'approssimarsi dell'inizio della prima Guerra Mondiale, molti inglesi residenti nel nostro paese furono richiamati in servizio o partirono volontari, tra essi vi furono molti inglesi responsabili delle piccole Sezioni REI e più tardi, stessa sorte capitò agli istruttori italiani. La REI senza più riferimenti guida in patria e di contatti con la sede internazionale inglese entrò in crisi, e le ultime sezioni rimaste confluiranno tutte nel nuovo Corpo Nazionale G.E.I. del Prof. Carlo Colombo.
Si chiude un periodo avventuroso e pionieristico dello scautismo italiano, un altro capitolo si apre con l'avvio di organizzazioni scout tuttora presenti nel tessuto sociale del nostro paese.
Dell'esperienza dei R.E.I, rimane solo il ricordo dei ragazzi di Bagni di Lucca che, con le loro buffe ed esotiche uniformi scout, segnarono il cammino dello scoutismo nel nostro paese.

( Su gentile concessione del Cav. Mauro Furia che tanto tempo ha dedicato a questo lavoro)
Mauro Furia ©1991 Tutti i diritti riservati
Bibliografia: documentazione ricevuta direttamente dalle mani dell'autore il 3 aprile 2007